Biografia artistica

Chiara Olivieri

La danza come spazio di ricerca, relazione e attraversamento. Un linguaggio vivo, in continua evoluzione, che dialoga con musica, arte e teatro.

Chiara Olivieri è coreografa e autrice. Laureata in Fisica, ha sviluppato il proprio percorso artistico attraverso un dialogo personale tra formazione scientifica e ricerca sul corpo.

Due territori apparentemente distanti che hanno contribuito a definire una particolare attitudine alla sperimentazione, alla composizione e alla costruzione.

Inizia lo studio della danza a Mantova, sua città d’origine, e prosegue successivamente la propria formazione tra Bologna, Firenze, Londra e Parigi, affiancando agli studi universitari un percorso costante di approfondimento della danza contemporanea.

Tra le prime esperienze professionali significative si colloca l’incontro con Laura Pulin e l’ingresso nella compagnia Officina Danza, con la quale partecipa a quattro produzioni. Parallelamente, emerge fin dagli inizi una forte esigenza autoriale: più che orientarsi esclusivamente verso un percorso di interprete, Chiara Olivieri è interessata alla creazione, alla sperimentazione e alla ricerca di un proprio linguaggio.

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila avvia le prime esperienze autonome di creazione attraverso Cor Duplex, nucleo artistico con cui inizia a sviluppare le proprie coreografie e a confrontarsi con il circuito delle rassegne e dei concorsi coreografici.
In questi stessi anni svolge anche attività come interprete freelance, entrando in relazione con il teatro e con progetti nei quali la danza dialoga con la parola e la letteratura. Collabora con Massimiliano Finazzer Flory e prende parte a produzioni teatrali che contribuiscono ad ampliare il suo interesse verso il rapporto tra movimento, scena e costruzione drammaturgica.

Un passaggio significativo del suo percorso è rappresentato dalla collaborazione con il regista Gianfranco de Bosio, maturata attorno a una rilettura dell'Orfeo. L'esperienza segna per Chiara Olivieri un importante confronto con il teatro musicale e con la costruzione scenica e prosegue anche a Budapest, dove affianca de Bosio nel lavoro di regia.
Il confronto con l'universo dell'Orfeo attraversa successivamente anche la sua ricerca coreografica attraverso un nuovo e significativo incontro con la musica barocca: il lavoro sul capolavoro di Monteverdi realizzato con Federico Maria Sardelli, l'Accademia degli Invaghiti e il Ricercare Ensemble presso il teatro Bibiena di Mantova .
In questa fase prende parte anche a Fabula Orfica, progetto nato dall'incontro tra danza, teatro e scrittura, realizzato insieme al danzatore Daniele Ziglioli e alla regista Federica Restani, su un testo scritto appositamente dallo scrittore Giuseppe Genna.
Dopo queste prime esperienze, il suo progetto artistico assume progressivamente una forma più definita. Cor Duplex evolve in COD DANZA, acronimo di Chiara Olivieri Danza.
La scelta del nome nasce dall'esigenza di dare una firma riconoscibile e precisa al proprio lavoro e di raccogliere sotto un'identità artistica unitaria le diverse direzioni della sua ricerca.

Con COD DANZA Chiara Olivieri inizia a produrre con maggiore continuità i propri spettacoli, riunendo attorno ai diversi progetti danzatori professionisti e collaboratori. La compagnia diventa così il luogo attraverso cui la sua ricerca prende forma e si sviluppa nel tempo.
Un passaggio importante è rappresentato dall'esperienza del Festival Arlecchino d'Oro, all'interno del quale cura, insieme ad Augusto Radice, la direzione artistica della sezione danza. Questa esperienza le offre la possibilità di confrontarsi non soltanto con la produzione delle proprie opere, ma anche con la programmazione e l'organizzazione culturale.
Attraverso il festival contribuisce a portare a Mantova artisti e compagnie di rilievo del panorama nazionale e internazionale, creando nel territorio occasioni di incontro con la scena contemporanea.
Parallelamente, questa esperienza rappresenta anche un'importante possibilità produttiva per COD DANZA. In questa fase prendono forma alcune delle prime creazioni che contribuiscono a definire il suo percorso, tra cui Caravaggio, Salomé e Limen Limes. Sono lavori nei quali cominciano a emergere alcuni elementi destinati a rimanere centrali nella sua ricerca: il dialogo con la letteratura, il teatro e le arti visive, insieme alle prime sperimentazioni con l'immagine e il video.
A partire da queste esperienze, Chiara Olivieri si radica progressivamente nel territorio mantovano, costruendo nel tempo una fitta rete di collaborazioni con istituzioni, teatri, registi, musicisti e realtà culturali. Mantova diventa così non soltanto il luogo in cui vive e lavora, ma uno spazio di progettazione artistica.

Attraverso le diverse collaborazioni, Olivieri sviluppa una pratica sempre più aperta all'incontro tra linguaggi differenti, lavorando in progetti che attraversano la danza, il teatro, la musica e la letteratura.

Nel corso degli anni la ricerca musicale assume un ruolo sempre più centrale nel lavoro di Chiara Olivieri. La scelta della musica costituisce una parte essenziale del processo creativo: non un semplice accompagnamento alla danza, ma una vera materia di studio e di confronto. Il suo interesse attraversa tanto il grande repertorio quanto la musica del Novecento e contemporanea. Nel corso del suo percorso affronta composizioni come La notte trasfigurata di shoenberg , L'Après-midi d'un faune e la mer di Debussy, La Valse di Ravel, accanto a lavori dedicati a compositori quali György Ligeti, Luciano Berio, John Cage e Helmut Lachenmann.
Particolarmente significativa è la collaborazione con Icarus Ensemble, con il quale realizza un lavoro coreografico su Naturale di Luciano Berio, e con l’oboista Melinda Maxwell l’ opera Sei metamorfosi intorno a Ovidio su musiche di Britten. La ricerca si apre inoltre alla dimensione della musica e dell'improvvisazione dal vivo, attraverso la collaborazione con il trombettista Nate Wooley e, nel progetto La Spirale della Metamorfosi, sviluppato in residenza artistica a Palazzo Te, con le musiciste Camila Nebbia e Sakina Abdou.
Un altro momento significativo è rappresentato da L'Arrache-Coeur, omaggio a György Ligeti, realizzato con il pianista Claudio Sanna e caratterizzato dalla presenza della musica dal vivo.
Attraverso questi percorsi, il rapporto tra corpo e musica diventa uno degli elementi più riconoscibili della ricerca di Chiara Olivieri: dalla musica barocca al grande repertorio, dalla composizione contemporanea all'improvvisazione, la coreografia nasce dall'ascolto e dal confronto con strutture musicali complesse e differenti.

Il dialogo con le arti visive

Accanto alla ricerca musicale, un'altra linea importante del percorso di Chiara Olivieri è il dialogo con le arti visive. Nel corso degli anni ha sviluppato lavori ispirati a grandi artisti come Caravaggio ed Egon Schiele, approfondendo il rapporto tra immagine, pittura e movimento.
La sua ricerca si è sviluppata anche in relazione diretta con importanti mostre e spazi museali: dalla mostra dedicata a Marc Chagall al Palazzo della Ragione di Mantova, alla mostra su Pablo Picasso a Palazzo Te, dove realizza il progetto Camaleonti nell'ambito di una residenza artistica per danzatori.
Ha inoltre realizzato interventi e installazioni performative in occasione della mostra sul Futurismo a Palazzo Reale di Milano. Queste esperienze testimoniano un interesse costante per il rapporto tra corpo, immagine e spazio, facendo dell'arte visiva un'altra importante sorgente della sua ricerca coreografica.

Il territorio come spazio di creazione

Un'altra dimensione fondamentale del percorso di Chiara Olivieri è il profondo radicamento nel territorio mantovano. Nel corso degli anni ha costruito una rete stabile di relazioni e collaborazioni con istituzioni culturali, fondazioni, enti pubblici e realtà private, facendo di Mantova non soltanto il luogo in cui vive e lavora, ma un vero spazio di progettazione e creazione artistica.
Da tre anni gestisce un proprio spazio performativo, dedicato alla ricerca e alla danza d'autore, all'interno del quale sviluppa progetti e occasioni di incontro tra artisti e pubblico. In questo contesto nasce DIAMOND – Danze da Camera, progetto dedicato alla danza contemporanea e alla coreografia d'autore.Il rapporto con la città si traduce inoltre nella realizzazione di progetti e spettacoli in alcuni dei suoi principali luoghi storici e culturali.

Nel corso degli anni Chiara Olivieri ha sviluppato un dialogo e collaborazioni continuative con le principali istituzioni culturali del territorio, nell'ambito della danza, del teatro, della musica e delle arti. Ha inoltre realizzato il Festival di Danze Urbane NET, portando la danza e la performance negli spazi e nelle strade del centro storico di Mantova.
Parallelamente all'attività artistica, attraverso Danzarea, Chiara Olivieri porta avanti un'attività di formazione, creando un luogo dedicato allo studio, alla crescita e alla trasmissione della danza. Questo forte radicamento territoriale rappresenta oggi una componente essenziale del suo lavoro: la capacità di sviluppare progetti autonomi e, allo stesso tempo, di costruire relazioni e collaborazioni con il sistema culturale della città.